Per saperne di più
- La riserva naturale
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La visita ad una riserva naturale ci aiuta a cogliere i delicati equilibri dell'ambiente ed a conoscere le regole di comportamento adatte a rispettarlo; qui la natura è più incontaminata che altrove e le attività umane sono in sintonia col territorio.
Si tratta di luoghi di grande interesse ambientale che godono di una speciale tutela; ad esempio nella Riserva Naturale del lago di Montorfano sono vietate molte attività come la caccia, la navigazione a motore, l'attività subacquea ed altre attività che possono compromettere l'ambiente.
Quando si visita una riserva naturale occorre quindi informarsi su quali sono le cose che si possono e quelle che non si possono fare.
La prima regola da imparare è che ogni cosa che noi facciamo ha una conseguenza sull'ambiente e quindi dobbiamo comportarci di conseguenza: se usiamo l'auto o la moto inquineremo l'atmosfera, ma se andremo a piedi o in bicicletta non causeremo alcun problema.
Anche se non è il solo, la tutela della fauna resta uno degli obiettivi principali di un'area protetta. Più aree protette sono presenti sul territorio, maggiore è la possibilità di sopravvivenza delle diverse specie di fauna selvatica: il sistema delle aree protette costituisce infatti un importante “corridoio ecologico” all'interno del quale gli animali possono spostarsi con maggiore sicurezza da un territorio all'altro.
- L'ecosistema
Le diverse specie animali e vegetali presenti nel territorio sono in relazione di dipendenza tra loro e in rapporto con l'ambiente nel quale vivono. Questo sistema di relazioni si chiama “ecosistema”. In un ecosistema se l'equilibrio tra due diverse specie si altera, l'intero habitat viene compromesso ed è necessario l'intervento dell'uomo per correre ai ripari.
Ad esempio, nel lago di Montorfano è consentita la pesca, che risulta necessaria per ristabilire l'equilibrio naturale. Infatti, accanto ai pesci presenti da sempre in queste acque, sono state introdotte specie estranee, non autoctone, cioè importate da altri laghi o fiumi, che hanno sconvolto il delicato ecosistema acquatico.
Gli animali che vengono introdotti in un ecosistema che non gli appartiene modificano infatti gli equilibri esistenti e rappresentano un pericolo per tutte le altre specie.
Purtroppo negli anni passati in tutti i laghi comaschi sono state inserite clandestinamente specie ittiche provenienti da altri ambienti nonchè abbandonati sul territorio altri animali esotici importati illegalmente. Alcuni di questi animali sono riusciti a sopravvivere adattandosi molto bene alle nuove condizioni climatiche e a riprodursi a ritmi vertiginosi, mettendo così in serio pericolo le specie più caratteristiche già presenti.
E' questo il caso dell'abramide, un pesce proveniente dal nord delle Alpi che è stato introdotto nelle acque del lago di Montorfano e anche della tartaruga azzannatrice, originaria del Nord America che proprio gli agenti di polizia locale della provincia di Como hanno recuperato nel corso di una lezione didattica all'interno della riserva. In questi casi l'uomo deve porre rimedio ad errori compiuti da altri uomini.
Gli agenti della polizia ittico venatoria, animati da grande passione per la natura, intervengono aiutati dai pescatori locali, cercando di ristabilire l'equilibrio perduto.
- I frigoriferi "ecologici".
Quando non esistevano i frigoriferi era molto più difficile conservare gli alimenti di quanto non lo sia oggi. In estate, soprattutto, poter disporre di ghiaccio era molto importante.
La ghiacciaia di Barbavara, costruita sulle rive del lago di Montorfano, serviva proprio per la conservazione del ghiaccio. In inverno gli abitanti di Montorfano tagliavano a pezzi le acque gelate del lago. I blocchi venivano poi calati gli uni sugli altri dentro la ghiacciaia attraverso delle aperture poste sulla volta a botte. Con questo sistema il ghiaccio poteva essere conservato per molti mesi e trasportato dove ce n'era bisogno.
L'utilizzo delle ghiacciaie e delle “nevere” per la conservazione del ghiaccio e della neve è un metodo di refrigerazione del cibo che, anche se oggi risulta improponibile, presentava il vantaggio di essere assolutamente ecologico.
I frigoriferi, per poter funzionare, utilizzano invece dei composti chimici chiamati CFC che contribuiscono a causare il “buco nell'ozono”, un grave problema che negli ultimi decenni ha comportato un assottigliamento innaturale dello strato di ozono che si trova intorno al nostro pianeta con conseguenze molto preoccupanti per l'uomo e per la vita del pianeta.
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